Chi Siamo

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Gli Armigeri e Balestrieri della Città di Bucchianico nascono nell’ambito del corteo storico dell’antica e famosa Festa dei Banderesi, che affonda le sue radici nel medioevo.

La Festa dei Banderesi ha fornito lo stimolo al primo nucleo di persone che nel 2003 che ha intrapreso la strada della rievocazione storica sino a portarlo nel 2007, alla costituzione di un’associazione senza fini di lucro che si occupa in particolare del periodo medievale. Lo spirito di gruppo, la voglia di fare, l’amore per le proprie tradizioni e per la storia sono i caratteri fondanti dell’associazione che conta tra le sue fila numerosi iscritti di tutte le età.

Ogni anno, durante il periodo della festa, che dura una settimana, si tiene la gara di tiro con la balestra e con l’arco storico che vede le squadre dei terzieri di Bucchianico: Pizzoli, Di Mezzo e Castellara, contendersi la vittoria. All’attività di tiro si affianca quella dello studio della scherma storica che permette ai membri del gruppo di mettere in scena spettacoli di combattimento; il tutto, sempre ponendo particolare attenzione allo studio filologico dei costumi e delle armi, spesso prodotti dagli stessi membri del gruppo. Oltre all’amata festa, prende parte ad altre manifestazioni storiche, alle quali partecipa attivamente offrendo spettacoli di tiro e combattimento, allestendo un accampamento medievale completo di armi da assedio e organizzando di stage di tiro, con spiegazioni su tecniche di combattimento e caccia del periodo medioevale.

Tiro con la balestra

La balestra era molto usata nel medioevo e l’Italia vantava una grande tradizione di balestrieri, in particolare i balestrieri genovesi erano mercenari ricercatissimi. Per l’epoca la balestra era un’arma micidiale, la sua potenza era capace di penetrare le armature ed era molto usata come strumento di difesa di borghi, castelli e navi in quanto erano molto precise potenti e dalla gittata maggiore dell’arco. Al fine di avere sempre a disposizione esperti balestrieri, ne era incoraggiato l’uso e la pratica dalle autorità, specialmente nell’epoca comunale. Il nostro gruppo ha ripreso questa tradizione presente in molti borghi medievali ed ogni anno durante il periodo della festa si tiene una gara di tiro con l’antica balestra manesca.

Tiro con l’arco

A fianco alla gara di tiro con la balestra abbiamo il tiro con l’arco, strumento dalla tecnologia meno sofisticata della balestra per l’epoca, ma non meno pericolosa in battaglia. Il grande vantaggio rispetto alla balestra era la quantità di frecce che si potevano scagliare, 3 dardi di balestra contro 12 frecce dell’arco per minuto. Era uno strumento relativamente economico e di vasto uso anche venatorio, usato sin dall’epoca preistorica. Gli archi da noi usati sono archi a doppia curvatura, di tradizione orientale, presenti nel nostro territorio sin da epoche precedenti al medioevo.

Scherma medievale

Nell’ambito della rievocazione storica ci siamo appassionati allo studio della scherma facendo riferimento al manoscritto del 1409 “Flos Duellatorum” dell’autore Fiore De’ Liberi da Cividale del Friuli e il codice duecentesco I33. Questi ultimi sono molto diffusi tra le fila dei rievocatori e risultano essere i primi manoscritti sull’arte della scherma. Al fine di ottenere dei buoni risultati nelle dimostrazioni di combattimento e di approfondire la conoscenza di questa vera e propria arte marziale, abbiamo partecipato a stage e corsi tenuti da maestri d’arme qualificati e ci alleniamo durante l’arco dell’intero anno cercando di interpretare al meglio gli antichi manoscritti.

Rievocazione storica

Il nostro obiettivo è ricreare un gruppo di armati a difesa del borgo di Bucclano nell’epoca dei conflitti con i vicini teatini riferendoci ai primissimi anni del trecento. Disponiamo di tende con relative suppellettili e rastrelliere con vari tipi di armi con le quali ricreiamo un accampamento di armati. Inoltre disponiamo di un arma da assedio, il “Trabucco”, ricostruzione di un antica artiglieria atta a lanciare grossi proiettili e capace di distruggere mura e castelli, oltre al “Mantelletto”, sorta di scudo gigante munito di ruote dal qual scagliare dardi.